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COME SI DIVENTA ASTROFILI

 

TESTO E IMMAGINI DI GIANFRANCO MEREGALLI

 

A tutti è capitato di uscire una sera e rimanere impressionati dal cielo, magari dopo un bel temporale in città, oppure nel fine settimana in montagna, e in tante altre occasioni, capita di essere colpiti da una stella particolarmente brillante, oppure da una strana macchiolina leggermente più chiara del cielo che la circonda, così scatta la voglia di sapere…..che sarà mai? ….Una stella? ….Un pianeta? O che altro, come faccio a togliermi questa curiosità? Se ci sono delle altre persone vicine, ci si consulta, sperando di trovare chi può dare una risposta, e la maggior parte delle volte si finisce con una definizione errata, si tira per così dire ad indovinare e ci si accontenta, ma ad alcune persone ciò non basta, e allora… si cercano risposte sicure, si cercano approfondimenti, ma da dove cominciare?

Sicuramente la prima cosa da fare, prendere una bella carta del cielo, si trovano ovunque, ma in epoca di computer, se ne trovano moltissime elettroniche, alcune graficamente molto belle, con riproduzioni di panorami come orizzonte terrestre realistici, altre meno eleganti ma molto complete, tutte comunque aiutano a trovare quello che abbiamo visto e che ci ha colpito tanto da farci muovere, alcune sono free e validissime altre sono a pagamento, e non credo che per documentarmi su una cosa che mi interessa appena, sia giusto spendere dei soldi quando posso avere la stessa, anche se meno arricchita di foto, gratuitamente. (ne suggerisco due, una bella per la grafica scaricabile gratuitamente dal sito: http://stellarium.free.fr/ e un altro meno elegante ma molto più completo prelevabile dal sito http://fourmilab.ch/ che si chiama HPLANET ), ma on-line ne troviamo molte altre.

Guardando queste belle cartine, scopriamo che il cielo, non è così vuoto come lo vediamo, ma è stracolmo di “cose” di cui tutti più o meno abbiamo sentito parlare, oltre ai pianeti e satelliti, abbiamo sentito parlare delle galassie, nebulose, ammassi stellari, e altre cose che al momento non ci interessano, perché noi vogliamo sapere cos’era quel coso che abbiamo visto la sera prima.

La prima cosa che dobbiamo capire, è, se era luminoso, se era una stella particolare, oppure un pianeta addirittura! Questo è il primo passo, ed è molto facile da capire, infatti, ciò che distingue una stella da un pianeta nell’osservazione a occhio nudo è il differente comportamento luminoso, mentre le stelle brillano con luce alterna, i pianeti hanno una luminosità fissa, non sfarfallano, sono come delle lucine immobili nel cielo.

Una volta stabilito che era una stella oppure un pianeta, andiamo a guardare la nostra bella cartina, e dopo una breve ricerca avremo sicuramente la risposta. (solitamente quando si installano questi planetari automaticamente si posizionano con l’orario del pc, ma il luogo di osservazione va settato manualmente a seconda del luogo dove ci troviamo.)

A volte ci si ferma a questo, ma talvolta invece si viene attratti da quelle centinaia di corpi celesti che vediamo nelle cartine, e vogliamo saperne di più, anzi li vogliamo proprio vedere, e qui incomincia il bello, quello che poi lega le persone a questo “hobby”, l’Astronomia.

 

 

 

 I primi strumenti per osservare

 

Il primo strumento che abbiamo tutti a disposizione, sono i nostri occhi, infatti è a occhio nudo che impariamo a conoscere le costellazioni, nelle quali poi troveremo con metodi via via più sofisticati gli oggetti invisibili a occhio nudo e anche quelli visibili solo con tecniche molto raffinate, di cui parleremo più avanti.

Per vedere e imparare a conoscere le costellazioni, sempre servendoci delle nostre belle cartine, il cielo migliore è proprio quello delle città, dove si vedono poche stelle, perché quelle poche stelle, sono proprio le più grandi (non in termini di superficie ma di magnitudine, cioè la brillantezza , a volte stelle di massa molto piccole brillano molto più di supergiganti) che delimitano le costellazioni,

Se il cielo delle città, è l’ideale per iniziare a conoscere le costellazioni, non sempre, o meglio non in tutti i luoghi e in qualsiasi momento si possono vedere gli oggetti celesti, anche quelli di dimensioni per così dire galattiche, occorre un bel cielo scuro, come quello dopo un temporale, e privo il più possibile di luci riflesse dalle illuminazioni cittadine, però non bisogna disperarsi, salvo casi estremi, con poco possiamo vedere già panorami stupendi, basta un buon binocolo.

Naturalmente il nostro binocolo non dovrà essere quello comunemente usato per il teatro, ma dovrà essere uno strumento con delle caratteristiche particolari, cioè che abbia una apertura abbastanza grande attorno ai 40mm meglio sarebbe un 50mm e che dia tra i 7 e 10 ingrandimenti, visibili dai numerini che si leggono sopra le confezioni ad es. 7x50, 10x50, 12x40 ecc, per le nostro osservazioni l’ideale sarebbe un 7x50 perché raccoglie molta luce dal cielo e ci permette di vedere oggetti anche molto deboli, logicamente tutto ha un limite, e in commercio c’è di tutto, da quello molto buono senza spendere cifre alte anzi addirittura modeste, fino a quello con super trattamenti alle ottiche, che è vero, danno qualche cosa (o molto) di più, ma a prezzi elevatissimi, e sicuramente non è il caso di parlarne ora.

 

 

STRUMENTO- GUADAGNO RISPETTO ALL'OCCHIO- MAGNITUDINE MASSIMA

 

Occhio umano 6

Binocolo 8x20 guadagno rispetto all’occhio 7 massima magnitudine visibile 8

Binocolo 7x35 21 9

Binocolo 10x50 44 10

Binocolo 20x80 113 11

Binocolo 25x120 256 12

 

Qualsiasi strumento utilizzeremo, otterremo un sicuro miglioramento rispetto alla visione ad occhio nudo 

 

 

 

Subito dopo il binocolo, possiamo dotarci di un piccolo telescopio, qui veramente in commercio si trova di tutto, da quello giocattolo a quello professionale, e tutti ci permettono di vedere alcune cose in modo migliore di come le vedevamo con il binocolo, infatti i telescopi hanno un angolo di visione molto stretto, e se per esempio con il binocolo vedevamo la nebulosa della spada di Orione

solo come una sfumatura leggermente biancastra, con un telescopio, incominceremo a vedere come della nebbiolina attorno ad alcune stelle, e l’effetto sarà quello di darci sicuramente dei brividi, potremo vedere anche dei particolari di alcuni pianeti del nostro sistema solare, le bande di Giove, la falce di Venere simile alla nostra luna nelle varie fasi, gli anelli di Saturno, e molti ammassi stellari, con delle emozioni che ci faranno man mano incuriosire sempre di più, senza parlare della visione della nostra luna, che offre degli spettacoli eccezionali anche con piccoli strumenti.

Molte persone, dopo avere visto al telescopio le stelle, rimangono delusi, perché credevano di vedere le stelle ingrandirsi, ma questo è impossibile, data la distanza da noi, tutte, tranne il nostro sole, ( da guardare solo ed esclusivamente con appositi filtri) rimangono dei puntini luminosi, la differenza è che dove noi credevamo di vedere una stellina, con il telescopio, scopriamo che quella non è sola, magari sono 2 oppure molte di più, anche migliaia, o decine di migliaia, e vengono chiamati ammassi globulari oppure ammassi aperti, oppure ancora è la parte centrale di una galassia.

Per chi non vuole comperarsi uno strumento tra i tanti in commercio, esiste la possibilità di autocostruirlo, il materiale occorrente lo possiamo trovare anche in casa, l’hobbista sa come recuperare uno specchio concavo ( i comuni specchi che usano le donne per il trucco) e pochi altri accessori, altrimenti tutto quanto occorre lo si può reperire da venditori specializzati e assemblarlo da soli.

E’ utile precisare che per l’osservazione diretta del cielo con telescopi e binocoli, non occorrono strumenti con tanti ingrandimenti, ma grandi aperture, più grande è l’apertura più luce raccoglie, e con essa i particolari contenuti, gli ingrandimenti forti servono solo per oggetti del sistema solare, e al limite per delle comete, in sintesi, per oggetti lontani ma che astronomicamente si trovano nel giardino della nostra casa.

 

 

 

 

Astrofotografia

perché fotografare

 

 

 

Dopo le prime osservazione che faremo al telescopio, presi dalle emozionanti vedute, ci verrà presto voglia di immortalare queste emozioni.

E’ attraverso la fotografia infatti che riusciremo a rendere visibile quello che anche con dei buoni telescopi non è visibile, come le nebulose diffuse, le piccole ma numerosissime galassie, addirittura affinando con il tempo e le tecniche, che via via diverranno più sofisticate, arriveremo a fare fotografie come quelle che vediamo pubblicate nelle riviste specializzate, e che contrariamente a quanto pensiamo non sono per pochi eletti ma sono alla portata di chiunque (il cielo è uguale per tutti) è solo una questione di tecnica e mezzi.

Oltre le macchine fotografiche, oggi si eseguono foto astronomiche con delle web-cam,collegate direttamente al computer da una parte, e con degli adattatori per collegarle al telescopio dall’altra, si ottengono dei filmatini brevi (meglio) dai quali con appositi programmi free si estraggono dei fotogrammi modificati e migliorati, il loro uso è comunque un pochettino complicato, e comunque sono consigliate solamente per riprese di luna e pianeti, anche del sole con le solite raccomandazioni per questo ultimo astro, di osservare solamente con gli appositi filtri, perché il rischio è quello di trovarsi con danni gravi agli occhi e se l’immagine non viene filtrata di rovinare il telescopio e anche la web-cam.

Abbiamo poi tutta una serie di altri strumenti per la fotografia, dalle camere ccd abbastanza costose ma molto più sofisticate delle web-cam (logicamente i risultati sono migliori) alle moderne videocamere digitali, ma non ci dilunghiamo su questi argomenti essendo molto particolari.

 

 

 

Gli strumenti

 

 

 

 

Il primo sistema semplice e poco costoso per fotografare il cielo, è quello di usare la nostra comune macchina fotografica, digitale o no, va detto però che dall’avvento in massa delle macchine digitali, l’uso delle pellicole per stampe oppure delle diapositive è diventato sconveniente e poco pratico, perché oltre ai prezzi per i vari sviluppi e stampe ( per chi non li fa da sé) dopo esserci impegnati per scattare, dobbiamo attendere per vedere i risultati, e, se non sono buoni, possiamo non aver più la possibilità di ripetere lo scatto, dato che in alcuni casi il cielo non è più così bello, oppure il fenomeno (una eclissi, una cometa, un allineamento di più pianeti, un passaggio davanti al sole di qualche pianeta) non si ripete chissà per quanto tempo, mentre con una macchina digitale, la nostra foto la vediamo subito, anzi la possiamo impostare vedendo in parte già il risultato tramite il visore LCD della fotocamera, e se non ci piace, la cancelliamo e ripetiamo il tentativo con altri parametri, tempo più o meno lungo, diaframmatura diverse e così via, fino a trovare la migliore soluzione, e avremmo perso solamente poco tempo senza spendere in pellicole e sviluppi non sempre fatti correttamente.

Con le macchine tradizionali a pellicola, rende molto bene la diapositiva per il cielo profondo, e anche per il nostro sistema solare e le comete, (sensibilità da 200/400/800 asa) sulla carta le foto migliori perdono in brillantezza e senso di profondità, rimangono “piatte”.

Con la sola macchina fotografica, e un cavalletto fotografico (sempre consigliato) sono possibili fotografie della luna, del sole (con appositi filtri) delle eclissi, senza altri strumenti, si possono ottenere foto senza avere il classico “mosso” dovuto allo spostamento degli astri tra loro, in quanto i tempi da usare sono veloci, a seconda dei casi e dei momenti, variano molto ma sono tutti compresi nelle possibilità delle macchine normali, chi usa la pellicola ottiene dei buoni risultati con pellicole da 100/200 ASA.

Per fotografie lunari,100/200 ASA vanno bene e i tempi devono essere nell’ordine del 25/50/100° di secondo, a seconda delle fasi in cui si trova la luna.

Per fotografare le costellazioni, nel loro insieme, una macchina con un obbiettivo di 50mm, posizionata sull’infinito è ottima, però occorrono alcuni accorgimenti.

Dato il movimento della terra nello spazio, se noi scattiamo una foto alle stelle, lasciando l’obbiettivo aperto da qualche secondo a diversi minuti (a volte ore) queste verranno impresse nei nostri fotogrammi come delle strisce di colore diverso che nell’insieme formeranno degli archi, e tranne alcune foto volute proprio in questo modo per evidenziare lo spostamento terrestre, non vanno bene, anche un bel cielo stellato a quel modo da poca soddisfazione, allora per ovviare a questo, dobbiamo dotarci di uno strumento che ci permetta di inseguire la volta celeste, che faccia mantenere quindi inquadrata nel nostro fotogramma la parte del cielo da noi scelta, sia una stella ò la luna, ò un pianeta non importa, la macchina rispetto alla volta celeste deve essere ferma o meglio deve viaggiare alla stessa velocità.

Questo strumento si chiama “movimento orario” ce ne sono di diversi tipi, con sistemi diversi, ma ciò che conta è che sia dotato di un movimento preciso, più è preciso, meno correzioni avremo bisogno di fare nelle lunghe esposizioni, mentre per le brevi non ci sono problemi, dato la possibilità di agire anche sui tempi delle macchine fotografiche e delle pellicole.

 

Per le macchine digitali occorre sempre il movimento orario, ma è tutto più semplice avendo la possibilità di vedere subito il risultato, e come ho detto sopra, si possono operare cambiamenti di sensibilità di apertura e tempo a seconda del risultato del fotogramma appena scattato, e ricercare la migliore soluzione (varia da macchina a macchina, a seconda delle caratteristiche) dell’oggetto.

 

 

 

Quelli menzionati sopra sono i primi passi per le nostre foto, ora, con l’aumentare delle nostre curiosità, possiamo trovare altri mezzi che ci diano risultati sempre più interessanti, e che aumenteranno in maniera spropositata la nostra soddisfazione, ovviamente dovranno aumentare i mezzi di cui dotarci, e (purtroppo) i costi.

Si può cominciare con dei modesti teleobiettivi, da 200/300/mm oppure dei catadiottrici (quelli a specchio) da 500mm fino ad arrivare ai 1000mm (ma siamo già nel campo dei telescopi) ai quali possiamo abbinare dei duplicatori di focale, da montare al posto degli obiettivi da 50mm delle nostre reflex, possiamo così ottenere delle foto con dei particolari della luna, e vedere per esempio i satelliti di Giove, (solamente i 4 Galileani) , addirittura le macchie solari (raccomando sempre i filtri perché il pericolo dell’osservazione solare senza filtri è veramente grosso) possiamo fotografare Saturno con i suoi anelli (questo solo con le ottiche più forti), Marte si presenterà come una bella macchiolina rossastra ben visibile, e Venere si vedrà già in alcuni casi come una falce (anche qui con le ottiche più forti) mentre con i teleobiettivi da 200/300 mm senza duplicatori, possiamo fare delle belle foto di alcuni particolari delle costellazioni che avevamo fotografato con il nostro 50mm, come alcune nebulose diffuse, la galassia di Andromeda e facili addirittura le nebulose della spada di Orione, con dei risultati eccellenti.

 

Abbinando le macchine fotografiche ai telescopi si ottengono fotografia sempre più particolareggiate, e veramente ci addentriamo in quello che è la fotografia ad alto livello, i risultati che si ottengono sono a volte eccezionali, alcune foto non hanno veramente nulla da invidiare a quelle fatte da professionisti, con attrezzature super, ma ricordo che per delle belle foto, ci deve essere sempre di base un bel cielo.

 

Collegamento della macchina al fuoco primario:

Per collegare la macchina fotografica al fuoco primario del telescopio, occorre un anello adattatore detto a ”T” mediante il quale, togliendo l’obbiettivo della nostra macchina fotografica, e collegandola al telescopio saremo in grado di scattare foto ingrandite dalla focale del telescopio, e avremo foto di campo relativamente ampio, sempre proporzionali alla focale dello stesso.

 

luna al fuoco primario di un telescopio di 200mm di diametro
luna al fuoco primario di un telescopio di 200mm di diametro

 

come si vede in questa immagine, data la potenza dello strumento, il soggetto non viene ripreso per intero, per farlo, occorre una lente addizionale da inserire tra il telescopio e la macchina fotografica, si chiama “riduttore di focale” che riducendo appunto la focale complessiva, permette l’inquadratura completa del soggetto.

 ma sicuramente a noi interessano sempre più i particolari, quindi vediamo come fotografarli con una strumentazione diversa.

 

 

 

Il tele extender

 

 

Il tele extender, non è altro che un tubo di metallo, che si avvita al fuoco primario del telescopio, e alla macchina fotografica dall’altra parte tramite l’anello a T, lo si può usare senza un oculare, cioè direttamente telescopio/macchina oppure frapponendo un oculare, o una lente di barlow di 2/3 ingrandimenti, e la nostra visione avrà la possibilità di ingrandimenti esagerati, validi solo per oggetti luminosissimi, dato il numero di vetri interposti tra l’obbiettivo del telescopio e la parte sensibile della fotocamera, quindi riassumendo, telextender per visioni particolare della luna e pianeti maggiori.

Con le moderne macchine digitali, con ccd da 4/5/6/7/8/ e più milioni di pixel l’uso del tele extender diventa quasi inutile, perché al pc si elaborano queste immagini riprese poniamo ad una risoluzione di 3072x2048, e si possono ingrandire e selezionare particolari fino ad ottenere risultati anche migliori delle riprese fatte con il tele extender ( di difficile messa a fuoco).

 

 fotografia con proiezione di oculare

 

 

Per questo tipo di fotografie, bisogna dotarci di un particolare strumento, da collegare alla macchina fotografica e che ci consenta di vedere attraverso l’oculare del telescopio, i risultati sono ottimi perché si sommano gli ingrandimenti il dettaglio delle immagini riprese con il telescopio, agli ingrandimenti dati dall’obbiettivo della macchina fotografica, con tutte le variazioni che ci vengono in mente da provare, avremo dei risultati buoni e meno buoni, starà a noi scegliere come fotografare, e si può fotografare con questo sistema , sia il nostro sistema solare che lo spazio profondo.

 

 

adattatore per foto in proiezione di oculare
adattatore per foto in proiezione di oculare

 

Fotografare con la web cam

 

Fotografare con la web cam può sembrare in un primo momento una cosa un poco strana, così piccole, con quelle ottiche mini, si dice, cosa vuoi che esca? Vero, ma bisogna tenere conto del cuore delle web, costituito da un sensore tipo quello delle CCD, (camere usate largamente in astronomia professionale e non) ce ne sono alcune a prezzi bassi con sensori CMOS di ultima generazione che danno risultati davvero sorprendenti.

Il metodo con cui operare per riprendere foto con le web, si discosta un poco da quelli visti fino ad ora, infatti, si può anche riprendere un fotogramma singolo (non con tutte le web) ma il risultato non sarà molto buono, salvo in casi abbastanza fortunati, la tecnica migliore è quella di riprendere un breve filmato dell’oggetto che ci interessa, poi, con un apposito programma tipo Registax, Iris,AVI2BPM, K3ccd Tools e altri simili, si elabora il filmatine, e come risultato finale si ottiene un fotogramma riassunto di tutti gli altri, che dovrebbe essere molto più chiaro dei singoli fotogrammi del filmato.

 

immagine ottenuta filmando con webcam ed elaborata con registax
immagine ottenuta filmando con webcam ed elaborata con registax

Se al telescopio aggiungiamo delle lenti di Barlow con varie gradazioni di ingrandimento che vengono evidenziate con 2x- 2,5x-3x ecc la nostra immagine si arricchirà sempre di maggiori particolari, ma bisogna fare attenzione, per ogni ottica ci sono delle lenti adatte, a seconda della focale del telescopio, ma ce ne sono anche alcune buone per tutti gli usi(i venditori sono preparati per assistervi)

immagine ottenuta con telescopio 75mm+ una barlow 2,5 + webcam
immagine ottenuta con telescopio 75mm+ una barlow 2,5 + webcam

 Per questo tipo di riprese l’obbiettivo delle web va rimosso, e al suo posto si deve montare un adattatore che si trova in commercio

adattatori per web cam
adattatori per web cam

 Va detto però che la fotografia mediante web cam è poco adatta per le immagini del cielo profondo,(a questo scopo sono più adatte le camere CCD ma sono abbastanza costose) le riprese sono molto difficili e i risultati scadenti, difficoltosa è la messa a fuoco degli oggetti poco luminosi, poi bisogna essere sempre collegati ad un pc, sarebbe più opportuno quindi rivolgere questo tipo di foto agli oggetti del nostro sistema solare, i pianeti Marte, Giove, Saturno, Venere, e Luna

 

OSSERVAZIONE DEL SOLE

SCOPRIRE LA BELLEZZA DEL SOLE

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Come tutti sappiamo, il Sole è una stella, la più vicina in assoluto alla Terra, che ne viene molto influenzata per il suo clima, formando le stagioni a secondo della sua posizione e inclinazione rispetto al Sole, ma anche altri fenomeni solari portano cambiamenti al nostro clima, alcuni visibili (aurore) altri meno come le tempeste magnetiche.

Questi fenomeni, dovuti alla attività solare, li possiamo osservare da terra con appositi strumenti, con dei filtri speciali, attraverso telescopi adattati oppure specifici purtroppo molto costosi.

A questo proposito voglio sottolineare che non si deve MAI osservare il Sole attraverso telescopi oppure anche binocoli se non sono muniti degli appositi filtri che servono appunto per filtrare la potentissima luce solare e ridurre ad 1/100000° la parte passante, pena gravissimi danni agli occhi ed anche la cecità completa.

Questi filtri  venduti da tutti i negozi specializzati per l'astronomia, non sono cari, specialmente quelli formati da una pellicola sottile chiamata "astrosolar" oppure "Mylar" ma sono sicuri al 100%, e la visione del sole sarà perfetta in tutti i suoi particolari visibili con quel tipo di filtro (detti in luce bianca).

Con questi tipi di filtri, da adattare al nostro particolare telescopio, è possibile seguire l'andamento delle macchie solari,della sua cromosfera, se si possiede un buon rifrattore si può anche vedere la granulazione della superfice.

anche per queste osservazioni valgono i sistemi descritti precedentemente, specie quelli riguardanti l'uso di lenti addizionali di Barlow e delle webcam, sempre per rimanere in una spesa contenuta, per i fortunati che hanno la possibilità di dotarsi di strumenti maggiori ci sono molti strumenti adatti ad una visione semiprofessionale se non professionale in toto, ma costano parecchio.

IL SOLE IN Ha

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Fino ad ora ho parlato solamente della osservazione del sole nella cosidetta "luce bianca" ho tralasciato volutamente di parlare del "prisma di Herschel"  uno strumento che permette di vedere in luce bianca ancora meglio dei filtri in astrosolar e mylar, ma che ha un costo non indifferente, quindi adatto a chi si può permettere una strumentazione superiore (esiste anche un grande mercato dell'usato, ma questi articoli non sono numerosi).

Altro discorso per la osservazione in luce Ha, cioè una frequenza particolare che permette di vedere non solo la superfice del sole, ma anche le deboli protuberanze, e in modo migliore i filamenti, i flares, i brillamenti e le spicole, portando la nostra meraviglia oltre il limite, a volte ci offre visioni che sembrano finte.

Per osservare in Ha però.. bisogna fare bene i conti con quello che si può spendere, si va dai 500€ circa per il più piccolo dei telescopi, fino a oltre 12000€ per un telescopio da 90mm di apertura, con una serie di misure intermedie ma dai prezzi sempre elevati, io consiglio chi vuole iniziare di dotarsi di un PST della Coronado instruments, un piccolo rifrattore di 40mm di diametro e una focale di 400mm, ma che serve ottimamente allo scopo.

 

 

 

IL SOLE NELLA RIGA caK

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Il sole osservato nella riga del Calcio K appare di un colore blu, tecnicamente è nella frequenza di 2,2 Angstrom, con questo tipo di osservazione si evidenziano maggiormente le plaghe, le regioni maggiormente attive, la supergranulazione sarà bellissima da vedere in un colore blu/violetto, e le tempeste magnetiche che sono nello strato più basso della cromosfera.

La visione è possibile solamente tramite appositi strumenti, anche in questo caso ricordo un PST della Coronado costruito appositamente che si differenzia dall'altro per il nome, appunto PST caK.

 

 

foto Coronado caK
foto Coronado caK
foto gi@nfer
foto gi@nfer

Con questo abbiamo visto come, a partire da un bel cielo stellato purtroppo oramai invisibile dalle grandi città grazie al fortissimo inquinamento luminoso, siamo diventati dei veri astrofili, piano piano il cielo ci diventerà familiare, impareremo a conoscere le costellazioni, dapprima le più semplici poi quelle più complesse e grandi, passando dall'una all'altra così come si guarda una cartina stradale, e, faremo sempre esperimenti con la nostra dote di strumenti, che siano piccoli o grandi, ma le soddisfazioni, con un po di costanza non tarderanno ad arrivare copiose.

Un saluto a tutti e....cieli sereni

Gianfranco Meregalli